A Gerusalemme la guerra continua



La guerra tra Israeliani e Palestinesi sale all'onore delle cronache quando cominciano bombardamenti (come un anno fa con l'operazione Piombo Fuso) quando vengono lanciati dei razzi Quassam (idem, un anno fa) o quando vengono compiuti attentati suicidi (un po' più di tempo fa). Perchè tutto riesplode qualche volta all'anno? Cosa succede tra uno spargimento di sangue e l'altro? Tante cose. Non per ultima la continua espansione delle colonie israeliane in territori palestinesi. Che poi è il centro della questione israelo-palestinese. Anche in questo momento, senza prime pagine, la guerra procede. Con 900 nuove case israliane nella parte palestinese di Gerusalemme, nel quartiere di Ghilo. Vi riporto la notizia dal sito www.rainews24.it.

Alessio Meyer

Geruselemme, 17-11-2009
Con il placet del governo israeliano, l'amministrazione municipale di Gerusalemme ha confermato oggi la costruzione di 900 nuovi alloggi pianificata nell'insediamento ebraico di Ghilo, a Gerusalemme est.
La decisione, che non e' ancora definitiva, ha mandato su tutte le furie gli Stati Uniti, che si sono detti "costernati".
Secondo il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs, cosi' facendo si rende molto piu' difficile il riavvio dei negoziati di pace. La decisione su Ghilo e' stata resa pubblica poche ore dopo che, in mattinata, la Radio militare aveva svelato il fallito passo compiuto nei giorni scorsi sul premier Benyamin Netanyahu dall'emissario di Washington per il Medio Oriente, George Mitchell, al fine di ottenere uno stop del progetto.
Il provvedimento non e' ancora operativo in base alla legge, che prevede di concedere un certo tempo prima dell'avvio dei lavori per consentire eventuali ricorsi. Ma appare ormai in dirittura d'arrivo. Riguarda la costruzione, in cantiere da tempo, di altri 900 appartamenti (nel quadro di un piu' vasto progetto d'espansione pensato per circa 4.000 nuove unita' abitative) attorno al rione di Ghilo: che si trova all'interno dei confini municipali di Gerusalemme, ma in zone che non erano sotto sovranit… israeliana prima della guerra dei sei giorni del 1967.
Secondo la Radio militare, la richiesta di Mitchell di congelarlo avrebbe lasciato "stupefatto" Netanyahu (Likud, destra), ma senza riuscire a scuoterlo.
In una dichiarazione diffusa negli Stati Uniti mentre il presidente Barack Obama e' in viaggio in Cina, Gibbs spiega che "in un momento in cui stiamo lavorando per rilanciare i negoziati, queste azioni rendono piu' difficile un successo per i nostri sforzi". Il portavoce della Casa Bianca ricorda che la posizione degli Usa "e' chiara: lo statuto di Gerusalemme e' una questione legata allo statuto permanente che deve essere risolta attraverso i negoziati tra le parti".
Anche il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ian Kelly ha detto di ritenere che "questa azione renda pi- difficile il successo dei nostri sforzi. Protestiamo contro questo e contro altre pratiche riguardanti insediamenti abitativi a Gerusalemme, in particolare contro le espulsioni (di palestinesi) e le demolizioni di case palestinesi, che avvengono regolarmente".
La nuova amministrazione Obama aveva unito nei mesi scorsi la sua voce a quella dell'Unione europea e di altri attori internazionali per sollecitare un congelamento di questi insediamenti, cos come di quelli dei territori palestinesi della Cisgiordania, popolati ormai da 300.000 coloni ebrei.
Il governo Netanyahu si e' mostrato tuttavia disposto a concedere al massimo una moratoria parziale in Cisgiordania, mentre ha sempre rifiutato qualsiasi concessione su Gerusalemme est, rivendicata dall'attuale premier quale "parte della capitale eterna e indivisibile di Israele".

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